Lasciare Marrakech e scoprire il Marocco: racconti di un’avventura
Ci sono città la cui bellezza è evidente e immediata e altre che vanno esplorate e scoperte. Marrakech rientra in quest’ultima categoria.
Appena arrivato in città, sono rimasto colpito dal caos della piazza centrale. Migliaia di persone che ogni giorno si accalcano tra negozi, ristoranti, bancarelle, venditori ambulanti, incantatori di serpenti, musicisti e chi più ne ha più ne metta.


Per prima cosa, ho deciso di addentrarmi nel Souk, senza ombra di dubbio il luogo più caotico della città. Mi avevano già avvertito che una volta dentro mi sarei sicuramente perso, e infatti dopo neanche 500 metri avevo completamente perso l’orientamento. È come una ragnatela di stradine, con migliaia di negozi che vendono gli articoli più disparati, e camminare diventa uno slalom continuo tra persone, motorini, carretti e biciclette; un luogo tanto caotico quanto affascinante, ed è impossibile andarsene senza aver comprato qualcosa, ma solo dopo aver contrattato il prezzo per almeno 5-10 minuti.

Usciti dal souk, abbiamo potuto ammirare Marrakech dalla terrazza dell’ostello nel momento più bello della giornata: il tramonto. La luce calda del tramonto fa risaltare ancora di più le sfumature di rosso che caratterizzano l’intera città, e quando la neve sulle montagne si tinge di rosa, il paesaggio diventa quasi surreale. A creare l’atmosfera perfetta sono i richiami dei muezzin provenienti dalle varie moschee della città. Trovarsi in un punto elevato come la terrazza di un edificio è il modo migliore per godersi appieno questo momento magico e caratteristico, poiché si possono sentire i richiami provenire da tutte le direzioni.

Nei giorni successivi abbiamo esplorato la città, e sono stato felice di scoprire che anche nella Medina ci sono zone tranquille, dove la vita è molto meno frenetica rispetto alle aree più centrali, dove i turisti si avventurano raramente e dove è possibile vedere un lato più autentico e riservato delle persone che vivono a Marrakech.

Durante i nostri giorni di visita alla città, abbiamo visitato per prime le concerie, dove ogni giorno famiglie arabe e berbere lavorano le pelli di mucche, cammelli, pecore e altri animali. Il luogo è davvero speciale e si possono vedere le persone al lavoro per tutto il giorno in grandi tini di pietra, solitamente quattro o cinque per famiglia. L’unica cosa che potrebbe dare fastidio ad alcune persone è l’odore delle sostanze naturali utilizzate per la lavorazione, come lo sterco di vari animali.


Altri luoghi degni di nota sono stati il palazzo El Badi, con le sue imponenti mura, che ospita anche numerose cicogne; le tombe saadiane, piccole ma con bellissime decorazioni su tutte le pareti, e la Madrasa di Ben Youssef. Quest’ultimo edificio è un’antica scuola coranica risalente al 1500. L’edificio, sebbene non sia più in uso, è perfettamente conservato, ed è davvero un piacere ammirare le decorazioni e passeggiare lungo i corridoi un tempo percorsi dagli studenti, osservando questo splendido edificio dai vari balconi delle antiche aule.
El Badi, Tombe Saadiane, Madrasa di Ben Youssef
Ci sono anche numerosi splendidi palazzi e cortili decorati da scoprire mentre si passeggia senza meta per la città, perdendosi nelle stradine della Medina.
La sera, il luogo più affollato è sempre la piazza centrale, che diventa ancora più caotica rispetto al giorno. Al centro c’è una sorta di via gastronomica all’aperto, con vari locali dove mangiare a prezzi modici. Nel resto della piazza, invece, si può trovare un po’ di tutto, dai minigiochi in stile luna park e incontri di boxe improvvisati, alle lezioni pubbliche di anatomia e ai talentuosi musicisti di strada. Si può trascorrere lì l’intera serata senza annoiarsi nemmeno per un istante: è davvero un luogo unico. Oppure si può anche andare in un locale o in una discoteca fuori Marrakech, facilmente raggiungibili in taxi.
In generale, Marrakech è stata una scoperta davvero piacevole: luoghi bellissimi, buon cibo e persone davvero accoglienti e cordiali, sempre pronte ad aiutarti; l’unica nota leggermente negativa, tuttavia, è a volte l’insistenza di alcuni venditori. Ma una volta che ci si abitua, secondo me diventa un aspetto caratteristico della città.
Ma l’avventura non è solo Marrakech…

Ho prenotato il tour di 3 giorni tramite l’ostello, principalmente per motivi economici, dato che costava meno della metà di quanto sarebbe costato con un’agenzia, e sono rimasto assolutamente soddisfatto della scelta.
Il primo giorno siamo partiti di prima mattina dal centro di Marrakech, a bordo di un minibus da circa 15 persone, e in breve tempo il paesaggio ha cominciato a trasformarsi, passando dalla terra rossa di Marrakech alle cime rocciose e spettacolari della catena montuosa dell’Atlante. Proseguendo lungo gli stretti tornanti, siamo arrivati alla prima tappa di questo tour, Aït Benhaddou. Questo luogo, oltre ad essere a mio avviso uno dei più singolari del Marocco, è noto anche per i numerosi film hollywoodiani che vi sono stati girati. Passeggiando per le stradine di questa piccola cittadina, si arriva a un belvedere in cima a una collina, da cui si gode di una vista mozzafiato su terre aride, oasi e montagne innevate.
Il secondo giorno, dopo una ricca colazione e un breve tragitto in auto, la prima tappa è stata un villaggio berbero circondato da campi verdi e alberi in fiore. È stata una sensazione strana trovarsi immersi in una natura rigogliosa, ma guardando più in lontananza vedere solo montagne brulle e rocciose.

Dopo 10 minuti di auto siamo arrivati alla Gola del Todra, un luogo davvero impressionante con pareti verticali alte circa 300/400 metri. Abbiamo dedicato solo un po’ di tempo a passeggiare in questo splendido luogo, poi siamo ripartiti in direzione del deserto di Merzouga.
Il deserto è molto lontano e il viaggio per raggiungerlo può essere faticoso, ma non appena si intravedono le gigantesche dune di sabbia dalla strada, l’emozione cancella completamente la stanchezza.


Godersi il tramonto in sella a un cammello, raggiungendo un accampamento berbero nel mezzo del deserto, è un’esperienza davvero unica e consigliata a tutti. E la sera, dopo una cena tipica marocchina, ballare al ritmo dei tamburi attorno a un falò è senza dubbio la ciliegina sulla torta. Pochi luoghi mi hanno regalato emozioni simili.
La mattina seguente mi sono svegliata alle 5 del mattino per ammirare il sole che sorgeva sulle dune durante il viaggio di ritorno.
Lasciato il deserto, il terzo giorno è stato dedicato principalmente al viaggio in auto verso Marrakech nel pomeriggio, con solo alcune soste per fotografare gli splendidi paesaggi lungo il percorso.

L’autore
Ho 22 anni, sono di Monza e studio architettura a Milano. Le mie passioni sono la fotografia, soprattutto quando riesce a raccontare storie di luoghi lontani, e i viaggi, in particolare quelli zaino in spalla con gli amici. Seguite Giovanni su Instagram per rimanere aggiornati sui suoi fantastici viaggi!