Viaggiare a 20 anni VS. viaggiare a 30 anni

Andrew Tipp è uno scrittore che lavora nell’editoria digitale. Ha trascorso oltre un anno in viaggio e facendo volontariato in tutto il mondo. In precedenza ha lavorato come copywriter per un sito web di viaggi e ora scrive per conto di Original Volunteers, una delle principali organizzazioni di volontariato del Regno Unito.
A 22 anni si ha la sensazione di essere giovani per sempre… ahah… SBAGLIATO. Attenzione: si invecchia. Ma (sì, MA) invecchiare non significa necessariamente la fine delle vacanze da froci. Noonon, potete ancora alloggiare in simpatici ostelli della gioventù, prendere eleganti autobus locali, mangiare cibo di strada strano e originale e vivere appieno lo stile di vita da backpacker. Ma (sì, un altro “ma”, mi piacciono i “ma”), sarà un po’ diverso ed ecco perché..
1. D’ora in poi, viaggio = soggiorno breve. Molto breve.
A vent’anni si riesce a incastrare il lavoro tra le vacanze. Dai 30 anni in poi le cose cambiano un po’. Perché a quell’età spesso si ha una carriera e degli impegni. Sai, tutte quelle cose fastidiose che dicevi “naaaaan ma non me ne frega niente del lavoro e quando sarò più grande giuro che vivrò sempre come adesso” ahahahahah. Già. Quindi, in ogni caso. In realtà, i viaggi durano solo poche settimane all’anno. Ma non ha molta importanza, vero? Quelle poche settimane sono spesso più che fantastiche.
2. Sapete come fare le valigie
Le prime volte che si parte per un viaggio, si tende a mettere in valigia di tutto e di più: 15 scatole di aspirine per ogni evenienza, 5 asciugamani da bagno perché non si sa mai, 3 maglioni perché non si è mai abbastanza premurosi..

Dopo il decimo spavento in aeroporto e la difficoltà di chiudere la valigia, ci si rende conto che non si può andare avanti così. Beh, forse aiuta anche avere accanto la mamma che insiste perché tu prenda un maglione in più, perché non si sa mai.
3. Un poshtel sembra molto più allettante di un dormitorio misto con 18 persone
Gli ostelli per feste sono davvero fighi quando hai 20 anni, perché dormire è da sfigati, no? Quando si hanno trent’anni, invece, dormire è più che bello. Ora, non sto dicendo che gli ostelli siano una schifezza… ma è vero che si apprezza un ostello tranquillo dove potersi rilassare senza dover ascoltare Avicii che suona alle 4 del mattino.
3. Non si può fare festa come una volta
I tassi di cambio possono essere una vera benedizione, soprattutto quando si va in certi Paesi dove l’alcol costa davvero poco. Ma con l’avanzare dell’età (sì, “età” fa troppo male, “più vecchio” è meglio), i postumi della sbornia, che prima erano più che altro un mito, si rivelano terribili.

Ilbere responsabile al Retox Party Hostel di Budapest
È importante ricordare che solo perché una pinta costa meno di 3 euro non significa che dovete bere tutto il bar. Perché non vi dico la sveglia, soprattutto se siete in un posto tropicale.
5. Amiamo i musei (ancora di più)
E le gallerie. E le cattedrali. Anzi, qualsiasi posto in cui si possano trovare cose vecchie e interessanti (come voi, hahaha). Forse è colpa di un gene che si attiva quando si hanno trent’anni e ci fa apprezzare di più questo tipo di cose (è lo stesso gene che si attiva a 50 anni e ci fa amare l’opera).
6. La visita serale in combo diventa impensabile
Forse a 20 anni si ha la sensazione che non succederà mai, ma la realtà è che dai 30 anni in poi non è più possibile fare una visita dopo l’altra e passare la notte fuori!

È un po’ triste, ma allo stesso tempo…
7. Siamo meno tolleranti verso gli altri viaggiatori
Quando si è più giovani, si ha una mentalità più aperta nei confronti degli altri viaggiatori. Si parla con tutti senza eccezioni ed è facile fare amicizia. Quando si è un po’ più grandi, invece, si individuano subito le persone con cui non funziona. Quindi no, non si diventa un vecchio rincoglionito, ma si sa come evitare le persone fastidiose che possono farvi perdere ore di tempo raccontandovi il loro meraviglioso viaggio.
8. Vi sentite più a vostro agio quando viaggiate da soli
Quando sono giovani, la maggior parte dei viaggiatori è spaventata a morte dall’idea di viaggiare da soli. Perciò troviamo più rassicurante partire con un compagno di viaggio.

Ma una volta che avrai girato il mondo un po’ di volte, ti renderai presto conto che anche se sei timido, hai tutto ciò che ti serve per ‘sopravvivere’ da solo ^^.
9. Devi combattere l’impulso di paragonare ogni cosa
Non c’è niente di meglio della sensazione di vedere qualcosa di completamente folle per la prima volta. Ma quando siete alla vostra seconda meraviglia del mondo, al vostroterzo safari, al vostro quarto continente, al vostroquinto luogo da visitare, è difficile non voler fare paragoni con qualcosa che avete visto 10 anni fa.
Quindi sapete cosa fare? Cercate di non farlo e di mantenere la freschezza della scoperta. E soprattutto. SOPRATTUTTO. Non fate paragoni ad alta voce: non vi farà diventare amici.
10. Niente più panico per non vedere tutto
La maggior parte delle persone che iniziano a viaggiare hanno un elenco di cose che vogliono assolutamente vedere. Sia perché ci piacciono le liste di controllo, sia perché vogliamo davvero fare tutto. Di conseguenza, ci si può trasformare in una vera e propria nazista delle visite turistiche.

A dire il vero, l’ho fatto anch’io. Ma quando si invecchia ci si rende conto che non si può vedere tutto, che non si può andare dappertutto. Quindi si respira, ci si rilassa e si apprezza ciò che si vede davvero.
11. Abbiamo una moglie/marito che insiste nel voler viaggiare con noi
È vero. Siete sposati. Se lo ricorda?
Volete aggiungere qualcos’altro? Fatecelo sapere nei commenti 🙂
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