L’arte di strada di Berlino da non perdere
Jarryd Salem è uno scrittore di viaggi che dal 2007 gira il mondo con lo zaino in spalla. Documentando le sue esperienze di viaggi avventurosi sostenibili e di lunga durata, attualmente sta viaggiando via terra dal Sud-Est asiatico al Sudafrica senza utilizzare alcun mezzo di trasporto aereo. Potete seguire il suo viaggio sul suo blog NOMADasaurus e suFacebook, Twitter, Google e Instagram
Poche città al mondo sono riuscite a riprendersi da una storia così travagliata come ha fatto Berlino. Dopo anni di genocidio, guerra, divisione e oppressione, la capitale della Germania è ora nota per le sue visioni all’avanguardia e liberali sulla politica e sulla società.
Da questa storia si è sviluppata una scena artistica di grande intensità che promuove il libero pensiero e la ribellione. Dai quartieri bohémien di Kreuzberg e Friedrichshain agli edifici e magazzini abbandonati nascosti negli angoli più remoti della città, sono state installate alcune delle opere d’arte più famose e affascinanti, sia legalmente che illegalmente, in attesa di essere scoperte o completamente nascoste da occhi indiscreti.
Lungo il tratto più lungo del Muro di Berlino ancora in piedi si trova l’East Side Gallery, una galleria d’arte all’aperto tra le più grandi al mondo, ricca di emozioni. Considerata un simbolo della resilienza della popolazione berlinese, è diventata una reliquia storica in continua evoluzione.
Non si può davvero vivereBerlinosenza immergersi in alcune delle opere di arte di strada più potenti, belle e commoventi sparse per tutta la città.
“Astronaut” – Victor Ash – Mariannenstraße, Kreuzberg
A svettare sopra la Mariannenstraße, nel quartiere tragicamente alla moda di Kreuzberg, si trova una delle opere d’arte più famose di Berlino: l’“Astronaut” di Victor Ash. Commissionato dal Comune nel 2007 nell’ambito del festival di arte di strada Blackjumps, l’astronauta fluttuante di Ash misura 22 m per 14 m ed è considerato lo stencil più grande del mondo.
In un’intervista con Alex Wells, Victor Ash ha dichiarato che la motivazione alla base dell’opera era «creare l’astronauta in relazione alla corsa allo spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica, all’idea di lottare per qualcosa che non riguarda i soldati, che non è qui sulla Terra, ma in un’altra dimensione. È questo il tipo di idea che mi ispira: è più globale, più umana». Riteneva che la scelta di Berlino come sede fosse importante, dato il modo in cui la città era vista come un’«icona» durante la Guerra Fredda.
«The Wall Jumper» – Gabriel Heimler – East Side Gallery
Il Muro di Berlino dipinto sul Muro di Berlino. Questa semplice immagine rimane una delle opere più potenti e ispiratrici dell’intera East Side Gallery. L’artista francese Gabriel Heimler raffigura un uomo che salta oltre le barricate da Berlino Ovest a Berlino Est.
Si ritiene che rappresenti un cittadino della Germania dell’Est che conquista la libertà saltando oltre il muro, anche se, secondo quanto si dice, Heimler intendeva raffigurare un uomo che attraversava il confine verso est per acquistare le aziende statali della Germania dell’Est. Qualunque sia il vero significato, oggi è un’opera d’arte che promuove la libertà e l’unificazione nel mondo.
“Le lacrime dell’artista” – Jimmy C – Revalerstrasse, Friederichschain
James Cochran, noto anche come «Jimmy C», è stato una figura chiave nel movimento underground della graffiti art nel suo paese natale, l’Australia, negli anni ’90. Dopo aver conseguito un master in arti visive all’università e ispirato dai tradizionali dipinti a punti aborigeni, Jimmy C ha poi portato la sua arte unica oltreoceano e oggi le sue opere sono esposte in alcune delle città più alla moda del mondo.
Famoso per il suo uso della tecnica del “drip style”, ogni opera è realizzata con centinaia di spruzzi di vernice da bomboletta. “The Artist’s Tears” è una rivisitazione di un’opera originale che aveva realizzato 10 anni prima, ora esposta a Berlino, a testimonianza della fusione del suo “interesse per il realismo figurativo nella pittura con i graffiti o l’arte di strada”.
“Es Geschah Im November” (È successo a novembre) – Kani Alavi – East Side Gallery
Quando cadde il Muro di Berlino, Kani Alavi era lì. Affacciandosi dalla finestra della sua camera da letto, notò che «mi aspettavo di vedere volti felici ed eccitati, ma osservandoli da vicino, vidi anche volti tristi, insicuri e spaventati».
Quando gli fu commissionato un murale all’East Side Gallery, gli venne in mente un’immagine: quella di migliaia di berlinesi dell’Est oppressi, a cui ora veniva offerta l’opportunità di attraversare il muro e ricongiungersi con i propri cari per la prima volta in 28 anni. Ma insieme a quell’immenso sollievo arrivò anche la paura dell’ignoto. Le emozioni espresse dai personaggi di Alavi non sono quelle della felicità, bensì dell’incertezza.
«Shackled By Time» e «Take Off That Mask» – BLU – Cuvrystrasse, Kreuzberg
Con lo pseudonimo di «Blu», questo artista italiano viaggia per il mondo esponendo la sua arte di strada dal 1999. Nel 2008 si è recato a Berlino per dipingere l’enorme murale «Shackled By Time».
La scelta del luogo non è stata casuale: proprio lì un tempo sorgeva uno dei 12 posti di controllo del Muro di Berlino. Tenendo presente questo tragico episodio storico, ha dipinto l’immagine di un uomo senza testa che si allaccia una cravatta e indossa due orologi da polso d’oro, collegati da una catena d’oro simile a delle manette.
Il suo secondo murale, intitolato “Take Off That Mask”, raffigura due figure che cercano di togliersi a vicenda il panno che copre il volto con una mano. L’altra mano di ciascuno è tenuta nella posizione di una «E», mentre l’altro uomo posa con una «W» – per est e ovest, le due parti in cui Berlino era divisa tra il 1961 e il 1989.
“Diagonale Lösung Des Problems” (La soluzione diagonale ai problemi) – Michail Serebrjakow – East Side Gallery
Il semplice gesto del “pollice in su” viene solitamente interpretato come un segno che tutto va bene. Per 28 anni a Berlino, però, le cose erano ben lungi dall’andare bene. Tuttavia, le opinioni e le emozioni provate dai cittadini della città avevano ben poco valore per coloro che erano responsabili dell’oppressione.
Opporsi era un atto suicida e mettere in discussione l’autorità avrebbe causato un dolore intenso ad amici e familiari. Le persone erano invece costrette a fingere semplicemente di essere soddisfatte di come si stavano evolvendo le cose. La commovente opera d’arte di Michail Serebrjakow, “La soluzione diagonale ai problemi”, allude alla positività imposta che gravava sulla città.
Essere incatenati a un segnale di «sì» non ha molto senso quando il «no» non è un’opzione.
“L’uomo rosa” – Blu – Ponte di Oberbaum, Kreuzberg
Blu ha lasciato a Berlino più della sua giusta quota di opere d’arte affascinanti, e questo pezzo non fa eccezione. La gigantesca creatura rosa, apparentemente sul punto di divorare un essere umano più piccolo, è in realtà composta da centinaia di omini rosa più piccoli.
Come è tipico dello stile di Blu, questa non è semplicemente un’opera d’arte priva di significato. I minuscoli omini nudi, con espressioni di dolore impresse sui volti, sono tutti legati insieme per formare un unico mostro gigante. Con la bocca spalancata e gli occhi vacui, il demone malvagio sta per divorare l’unica persona che è un individuo: l’uomo bianco che si distacca dallo stampo.
L’opera potrebbe essere interpretata come i mali della società che divorano costantemente coloro che cercano indipendenza e libertà scegliendo di non conformarsi; un richiamo al terribile regime nazista degli anni passati. Chi osserva l’opera d’arte da una certa distanza può farsi una propria opinione.
Ohne Titel (Senza titolo) – Andrej Smolak – East Side Gallery
Lungo l’intera lunghezza della galleria, i vari motivi grafici tendono a simboleggiare la pace, la libertà e l’unità. Un messaggio forte che si percepisce mentre si cammina da un’estremità all’altra. Quando ci si imbatte in quest’opera senza titolo dell’artista cecoslovacco Andrej Smolak, tutte queste impressioni si fondono in un momento bellissimo ed edificante.
La colomba bianca sta tirando una catena collegata a una mano imprigionata. Due potenti simboli di pace stanno infrangendo i confini della prigionia. In contrasto con le ideologie imponenti del muro su cui è dipinta, non si può fare a meno di provare un desiderio di armonia in tutta la città.
“Suspended” – Alice Pasquini – Warschauer Strasse, Friedrichshain
Dalla città italiana di Roma arriva Alice Pasquini, nota anche come AliCé. AliCé ha conquistato il mondo dei graffiti con le sue rappresentazioni di donne indipendenti e forti, in modi che si discostano dagli stereotipi tradizionali.
Concentrandosi sulla creazione di un’arte che “riguardi le persone e le loro relazioni” e che “rappresenti i sentimenti umani ed esplori diversi punti di vista”, vanta alcune opere spettacolari esposte in città di tutta Europa e in Australia. “Suspended” è una serie che AliCé ha realizzato nei pressi dell’East Side Gallery, simile a ciò che si potrebbe trovare nel suo taccuino personale.
A differenza di molti artisti, si assume la piena responsabilità dei messaggi contenuti nella sua arte e non si nasconde dietro uno pseudonimo o una maschera, mostrandosi felice di rappresentare se stessa sotto i riflettori dei media.
“Grandma I Made It” – Anonimo – East Side Gallery
Nascosto tra la moltitudine di opere d’arte, graffiti, scarabocchi e scritte che ricoprono il muro, c’è questo semplice commento che, in quattro semplici parole, crea un’esperienza potente. La nonna era di Berlino Est o di Berlino Ovest? Era una sopravvissuta o una vittima? Chi era l’autore di quest’opera? Cosa cercava di ottenere recandosi al Muro?
A meno che non ti capiti di guardare il punto giusto del muro al momento giusto, ti perderesti questo messaggio. Quanti altri messaggi strazianti sono nascosti sul Muro, per le strade e nei ricordi traumatizzati di Berlino?
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