Sei tradizioni pasquali in Spagna
Dimenticate i coniglietti che brandiscono il cestino e le scorpacciate di cioccolato: la Pasqua in Spagna è un evento cupo. L’intera settimana della Semana Santa (Settimana Santa) viene celebrata con passione, con processioni religiose, messe e musica. I festeggiamenti iniziano il Domingo de Ramos (Domenica delle Palme) e durano fino al Lunes de Pascua (Lunedì di Pasqua), ma gli eventi e le processioni più elaborate si tengono il Giovedì Santo e il Venerdì Santo. Per i backpacker culturali, la Spagna è davvero al suo apice durante queste celebrazioni, quindi ecco sei tradizioni pasquali in Spagna che vorrete sperimentare:
1. Processioni
La più grande di tutte le tradizioni pasquali in Spagna sono le processioni religiose. La parola processione deriva dal latino “processio”, che significa “marcia in avanti” Ovunque vi troviate in campagna, in città o in un villaggio, incontrerete una processione di qualche tipo. La più sontuosa si svolge a Siviglia, con pellegrini da tutto il mondo che si recano in città per assistere alla partecipazione di oltre 50.000 persone.
Mettete da parte tutto ciò che vi aspettate da una parata pasquale. Si tratta di un evento altamente religioso e, per chi vi partecipa, di un enorme privilegio e di un profondo atto di autoflagellazione. Ci sono più processioni nel corso della settimana e le processioni possono durare fino a 14 ore alla volta. Inoltre, per le strade vengono portati enormi ed elaborati pasos (carri) e misterios (opere d’arte) con le statue di Gesù, della Vergine Maria e dell’Ultima Cena, alcuni così grandi da richiedere 50 o più persone per sostenerne il peso, che può arrivare a una tonnellata. Sono accompagnate da confradías (confraternite religiose), i cui abiti incappucciati hanno un’inquietante somiglianza con quelli indossati dal KKK – anche se non c’è alcuna affiliazione. Le confraternite camminano in silenzio, spesso a piedi nudi, e sono affiancate da persone in lutto – donne in nero, con il volto velato, che portano candele accese. Poiché c’è molta cera fusa per le strade, i bambini fanno a gara per vedere chi riesce a creare le palle di cera più grandi.
In Spagna, ogni città dà il proprio tocco a queste processioni. Malaga, Granada e Siviglia sono le più grandi e magnifiche. Al contrario, León e Castiglia sono considerate le più serie. A Valladolid e Cartagena, le sculture religiose esposte sono state create da artisti contemporanei o da alcuni dei più famosi artisti spagnoli di molti secoli fa. A Lorca le strade sono invase da cavalli e carri e a Castilblanco de los Arroyos, una piccola città della provincia di Siviglia, si fabbricano bambole di Giuda, le si mettono in giro per la città e le si incendiano. Il Giovedì Santo a Verges, in Catalogna, si svolge la “dansa de la mort”. Questa danza della morte rievoca scene della Passione e tutti si vestono da scheletri e sfilano per le strade con in mano casse di cenere. La danza inizia a mezzanotte e prosegue fino alle prime ore del mattino.

2. Musica
Sebbene molte delle celebrazioni pasquali siano silenziose, in Spagna la musica scorre nel sangue e a Pasqua si manifesta in molte forme. Durante le processioni, di tanto in tanto, vengono suonate le saetas. Si tratta di brani tradizionali di musica religiosa spagnola, con accenni di flamenco, che sono tributi alla Vergine Maria e vengono tipicamente eseguiti dai balconi al passaggio delle processioni. Bande di ottoni e il tonfo sordo dei tamburi accompagnano le processioni, creando un’intensa colonna sonora allo spettacolo già di per sé impressionante.
A Hellín, una città della provincia di Albacete, 20.000 tamburini si muovono per le strade durante il loro festival annuale di tamburi, la Tamborada. Anche a Madrid si svolge una tamborada la domenica di Pasqua, quando la confraternita scelta riunisce tamburi di ogni forma e dimensione e batte un ritmo che simboleggia le scosse subite dalla Terra il giorno in cui Cristo morì sulla croce. A Cuenca, la Semana Santa si celebra con il Festival della Settimana della Musica Religiosa, con concerti che si svolgono negli edifici storici della città. Se siete alla ricerca di canti gregoriani (e perché no?), recatevi a Zamora.
3. Dolciumi
Anche se non mangiano mucchi e mucchi di mini-uova, gli spagnoli non rinunciano certo ai dolci a Pasqua. Tuttavia, in tipico stile spagnolo, le loro prelibatezze sono per lo più a base di pane. Le torrijas sono una scelta popolare, fatta di pane immerso nel latte e nell’uovo, fritto (ovviamente!), prima di essere inzuppato nel miele e cosparso di un bel po’ di zucchero. A volte questo strato di zucchero viene leggermente bruciato per assomigliare a una crème brûlée. I Paesi Baschi sono noti per le migliori torrijas della Spagna. I bueñelos sono simili alle ciambelle, ma senza buco. Valencia, dove si preparano con la zucca, è il posto migliore per assaggiarli. Un’altra delizia pasquale fritta sono i pestiños, frittelle all’arancia e all’anice cosparse di zucchero e miele. I migliori sono quelli prodotti in Andalusia. La Monas de Pascua è un tipico dolce pasquale spagnolo che consiste in un anello di pane dolce, con uova intere cotte in cima, cosparso di zucchero e frutta candita. Negli ultimi anni, la Spagna ha ceduto alla pressione dei coetanei e ha creato delle versioni al cioccolato, con uova di Pasqua, per far felici le masse internazionali.
4. Tempo in famiglia
La Pasqua è un momento importante per le famiglie, per cui molti si assentano dal lavoro e tornano nelle loro città d’origine per trascorrere del tempo con i propri cari. Chi non partecipa alle processioni si riunisce per guardarle, spesso con qualche sedia a sdraio e un picnic. Una delle tradizioni pasquali più diffuse in Spagna è la cena in famiglia della domenica di Pasqua, in cui si mangia una zuppa d’aglio con un uovo al forno al centro e frutti di mare freschi.
5. Le feste
Mentre le cose iniziano in modo solenne, una volta che Cristo è risorto, gli spagnoli tornano a fare festa! L’atmosfera tesa cambia radicalmente la domenica di Pasqua, quando la notizia della Resurrezione di Cristo rallegra tutti. Le processioni sono sostituite da sfilate colorate, i carri sono decorati con bouquet floreali e la musica risuona ovunque. È il momento di mangiare, bere e ballare per le strade.
6. Rituali e superstizioni
Gli spagnoli credono fermamente che nella Semana Santa piova sempre, quindi se vi trovate in città fate come gli abitanti del posto e mettete in valigia un brolly. Inoltre, ogni anno a Malaga il mercoledì di Pasqua viene liberato un prigioniero. Ciò risale all’epoca di Carlo III, quando un gruppo di prigionieri fuggì dalla prigione di Málaga, trasportando una statua di Gesù per le strade e tornando subito dopo in cella. Il re ne rimase così impressionato che decise di liberare uno di loro, e la tradizione si è mantenuta fino ad oggi. Inoltre, a Valencia, alla mezzanotte del sabato di Pasqua, la gente getta dalle finestre e dai balconi vecchie pentole, stoviglie e brocche d’acqua. Si dice che questa tradizione segni l’inizio della primavera e un po’ di “fuori il vecchio, dentro il nuovo”

Se vi recate in Spagna durante la Semana Santa (Pasqua), assicuratevi di pianificare per tempo, perché gli alloggi vengono prenotati con settimane di anticipo.
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Informazioni sull’autore
Amy Baker è autrice di Miss-Adventures: A Tale of Ignoring Life Advice While Backpacking Around South America, e fondatrice di The Riff Raff, una comunità di scrittori che sostiene gli aspiranti scrittori e gli autori esordienti. È possibile seguire Amy su Twitter.
