Storie di sostenibilità: l’apertura del primo ostello inclusivo per la comunità LGBTQ in Africa – Soul Fam Hostel
In una città nota per le sue bellezze naturali e la sua diversità culturale, tra poche settimane aprirà i battenti un nuovo ostello, progettato all’insegna del senso di appartenenza.
Quando Chase King arrivò a Città del Capo come studente nel 2007, non avrebbe mai immaginato che un giorno avrebbe aperto un ostello proprio lì. Ma dopo quasi 20 anni di viaggi, una cosa era diventata chiara.
«Non ho mai trovato un posto dove potessi essere pienamente me stesso», racconta.
Così, ha deciso di crearlo lui stesso.
Questo giugno, Chase aprirà il Soul Fam Hostel – il primo ostello inclusivo per la comunità LGBTQ 🌈 in Africa – a Città del Capo, in Sudafrica.
“Voglio che gli ospiti lascino il Soul Fam sentendosi più coraggiosi, più in sintonia con gli altri e più se stessi. Come se avessero fatto parte di qualcosa di raro, di vero e di più grande di loro stessi, di cui il mondo ha bisogno”, afferma.
Abbiamo incontrato Chase prima dell’apertura dell’ostello per ascoltare la sua storia. Se state per recarvi a Città del Capo e questa storia vi colpisce, segnatevi la data: il Soul Fam Hostel apre il27 giugno.

“A volte l’avventura mi faceva sentire solo”
Studiare all’estero a Città del Capo è stato il primo viaggio di Chase fuori dagli Stati Uniti 🌍 e nello stesso anno ha anche soggiornato in un ostello per la prima volta.
“Ho adorato l’atmosfera comunitaria degli ostelli e i legami spontanei e profondi che ho instaurato con viaggiatori provenienti da tutto il mondo”, racconta Chase.

Ha continuato a viaggiare per quasi due decenni, lavorando da remoto in cinque continenti 🧳Ma anche se durante i suoi viaggi ha conosciuto persone straordinarie, gli mancava qualcosa.
“Spesso mi sentivo invisibile e facevo fatica a trovare una comunità più stabile e duratura di anime affini. Essendo un uomo gay di origine mista e di colore, l’avventura a volte mi sembrava solitaria perché dovevo costantemente affidarmi a bar o locali gay o app di incontri per entrare in contatto con altre persone queer, piuttosto che a contesti più spontanei e reali.”
Un ostello dove tutti possono essere se stessi

«Le persone queer di colore come me possono sentirsi fuori posto o addirittura costrette a reprimere la propria identità per integrarsi», racconta.
Dopo anni di viaggi in solitaria, Chase non aveva mai trovato una sistemazione in cui potesse essere pienamente se stesso. “Non mi ero mai imbattuto in uno spazio veramente inclusivo che mi permettesse di essere pienamente me stesso tra altre persone che la pensavano come me, che mi celebravano, mi sostenevano e mi accoglievano per quello che ero nel profondo.”
“Soul Fam sarebbe stato fin dall’inizio un luogo apertamente queer, un posto dove non devi chiederti se sia sicuro tenersi per mano o essere te stesso.”
Città del Capo era la scelta più ovvia, una città di cui si era innamorato tanti anni fa, ma anche la città più inclusiva di un continente in cui 31 paesi su 54 criminalizzano l’attività sessuale consensuale tra persone dello stesso sesso.
L’inclusione è una pratica quotidiana, non una parola alla moda

Chase sta attualmente ristrutturando una bellissima casa d’epoca vicino al lungomare, proprio accanto ai vivaci quartieri queer-friendly di De Waterkant e Green Point. Con tanti spazi comuni dove rilassarsi, l’ostello Soul Fam dispone anche di un rigoglioso giardino sul retro e di una piscina per distendersi dopo una lunga giornata trascorsa a esplorare la città 🌴
Trovare l’immobile giusto non è stato facile. «La sfida più grande che ho dovuto affrontare è stata trovare l’immobile giusto, perché gli ostelli sono ancora spesso stigmatizzati come luoghi di festa chiassosi e turbolenti per ventenni che non hanno alcun rispetto per la comunità locale», afferma.
Ma con perseveranza e pazienza è riuscito ad assicurarsi questa incredibile struttura che ora sta trasformando in uno spazio di appartenenza dove l’inclusione è una pratica quotidiana, non solo una parola alla moda 🏳️🌈

Il senso di appartenenza permea ogni scelta di design:
✔️bagni per tutti i generi
✨spille con i pronomi
🪧segnaletica inclusiva
🛡️linee guida per uno spazio più sicuro
🧠formazione del personale basata sull’ospitalità intersezionale
Comunità significa famiglia scelta, conversazioni sincere e gioia condivisa
“Il mio obiettivo è creare uno spazio di inclusione radicale dove tutti siano visti, accettati e amati così come sono, instaurando al contempo legami autentici, duraturi e significativi”, racconta Chase.
Pensate a cene settimanali, lezioni di yoga, serate artistiche e circoli di narrazione per aiutare gli ospiti a entrare in contatto andando oltre le chiacchiere di circostanza 🎨 Il Soul Fam Hostel collabora con attività locali gestite da persone queer per offrire tour a piedi, laboratori e opportunità di volontariato, in modo che i viaggiatori possano costruire relazioni autentiche con la gente e la cultura di Città del Capo 🤝

Documentare il percorso di ristrutturazione sui social media ha portato un’ondata di sostegno. “I viaggiatori queer e i loro alleati si sono uniti per sostenere la realizzazione di questa visione. Le persone si sono impegnate moltissimo per il successo di Soul Fam Hostels e questo per me significa davvero tutto.”
In futuro, spera di ospitare ritiri, residenze per artisti e attivisti e di offrire borse di studio ai viaggiatori queer per esplorare il mondo.
Ma per ora, tutto inizia qui – con uno scopo trasformato in un bellissimo ostello 💛
Il consiglio di viaggio definitivo di Chase su Città del Capo 🗺️
“Dimenticate ciò che pensate di sapere sull’Africa e venite a Città del Capo con una mente aperta”, esorta. “Siate audaci e non abbiate paura di avventurarvi oltre i soliti itinerari turistici.”
Esplorate le varie cittadine vicine con un viaggio in auto per scoprire tutte le gemme nascoste della regione 🌄 Il centro di Città del Capo ha il suo fascino, ma basta allontanarsi anche solo di 45 minuti dalla città per imbattersi in una serie infinita di avventure.